Corea del Sud: raid della polizia in diversi importanti scambi

Sospettando l’evasione fiscale le autorità sudcoreane hanno effettuato perquisizioni in alcuni dei più conosciuti uffici di scambio di criptovalute.
La Corea del Sud è la promotrice della repressione delle Criptovalute nel suo paese negli ultimi mesi.

Il tutto è iniziato con il divieto a minori o stranieri di effettuare operazioni di trading, nel dicembre passato vi è stato un totale divieto di ICO e con quest’ultima mossa la situazione diventa ancora più complicata.

Ora la polizia locale sta controllando tutta la documentazione relativa alle aziende perquisite poiché pensano che ciò che viene fatto sia gioco d’azzardo.
Una delle società prese di mira è Bithumb, che rappresenta la seconda agenzia di scambio al mondo, un funzionario in una intervista ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Ci è stato chiesto dai funzionari fiscali di divulgare i documenti, ma noi abbiamo richiesto l’anonimato a causa della sensibilità del problema.

Sembrerebbe che l’obbiettivo principale del Governo della Corea del Sud sia quello di rallentare la frenesia degli investitori nel settore ed un divieto assoluto sembra improbabile come tentato in diversi altri paesi ma con scarso successo.
Per ora il divieto è in vigore ma probabilmente sarà solo temporaneo vista l’impossibilità di un blocco totale perchè come sappiamo se l’utente lo desidera potrà scoprire lo stesso altri metodi per tradare.

Che cosa possiamo aspettarci ora da tutto questo è più chiaro, vi saranno degli orientamenti e regolamenti molto più compleesi per il settore.
I media mainstream stanno cercando di dipingere questa come la fine della Rivoluzione Bitcoin, come una cosa da ricordare perchè non vi è nulla di nuovo e gli esperti del settore che sono stati coinvolti lo sanno molto bene.

Ricordiamoci che in passato sia la Russia che la Cina avevano vietato le valute digitali ma alla fine entrambe le nazioni hanno invertito quelle decisioni e stanno lavorando su di un regolamento significativo.