Pechino, 25 gen. (Ign) - Pur di avere un posto a tavola sul mercato piu' appetitoso del mondo, anche un colosso come Google ha deciso di scendere a compromessi. Il leader mondiale dei motori di ricerca si appresta infatti a lanciare la sua versione completamente realizzata in lingua cinese, 'www.google.cn', precisando che ricorrerà all'autocensura per evitare di inimicarsi le autorita' di Pechino. Via quindi dal sito riferimenti ai blog, alle chat e alla possibilità di utilizzare Gmail per la posta elettronica.
''Considerato che rimuovere i risultati dalle ricerche è irrilevante nella filosofia di Google, il fatto di non fornire informazioni è ancor di piu' irrilevante per la nostra missione'', si legge in un comunicato diffuso da Mountain View. Giusto per fare un paio di esempi, impostando la ricerca su google.cn non si troverà alcun risultato alla voce 'Tienanmen' o qualsiasi riferimento all'indipendenza dell'isola di Taiwan. Larry Page e Sergey Brin, i fondatori del gruppo, devono essersi detti che piuttosto che essere estromessi dalla crescita dell'economia del Dragone vale la pena venir meno all'assunto del libero accesso per gli utenti, privo di qualsiasi restrizione all'utilizzo; una 'corporate mission' che ha contraddistinto Google sin dalla sua nascita nel settembre 1998.
Julian Pain, portavoce delle campagne internet di 'Reporter senza frontiere', ha messo da parte gli eufemismi affermando che la decisione di Google di ''collaborare'' con il governo cinese è ''una vera vergogna''. Con questa mossa di mercato, pagata col prezzo dell'autocensura, Google prevede di passare, nel giro di due anni, dagli attuali 100 a 187 milioni di utenti cinesi.
Google memorizza tutto, ma solo il 23% degli utenti lo sa